Committenza: Provincia di Rieti (RI)

Progettista: Arch. Stefano Eleuteri

Direttore dei Lavori: Arch. Stefano Eleuteri

Impresa Appaltarice: Cogepo srl

Il Problema

Necessità del miglioramento sismico dell’intero edificio. Inoltre, era stato riscontrato un degrado delle colonne in mattoni ed è stato necessario studiare un intervento non invasivo ai fini estetici lasciando le colonne a faccia vista.

Premessa

I l Chiostro di San Domenico in Rieti fu realizzato fra il 1266 e il 1268.
Attualmente l’edificio, di proprietà della Provincia di Rieti, è la sede della Caserma Attilio Verdirosi, presso cui si trova la Scuola interforze per la difesa nucleare, biologica e chimica del Ministero della Difesa.
L’edificio fu colpito e danneggiato dal sisma del 1997.

La Soluzione

Consolidamento di pilastri in muratura per miglioramento sismico con barre in aramide pretensionate e successivamente iniettate con resina epossidica bicomponente.

L’ intervento

Considerando il pregio storico-artistico dell’edificio, congiuntamente con la D.L. si è scelto di eseguire un intervento poco invasivo ma che garantisse un miglioramento sismico attivo delle colonne.
Pertanto, sono state impiegate barre aramidiche pretensionate di diametro pari a mm 10 iiniettate con resina epossidica bicomponente fluida.

Fasi di Lavoro

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Realizzazione di fori passanti da mm.16 a rotopercussione

Inserimento barre in aramide da mm.10 nei fori e sigillatura superficiale con resina

Inserimento morsetti tenditori e tubini per iniezione

Inserimento morsetti tenditori e tubini per iniezione

Pretensionamento barre con apposito martinetto

Pretensionamento barre con apposito martinetto

Iniezione dei fori con resina epossidica bicomponente fluida

Iniezione dei fori con resina epossidica bicomponente fluida

Taglio a filo colonna delle barre e dei tubicini sporgenti e successiva stuccatura

Taglio a filo colonna delle barre e dei tubicini sporgenti e successiva stuccatura

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La chiesa fu iniziata nel 1266 dai frati domenicani, che abitavano in Rieti già dal 1263 celebrando nella chiesa dei SS. Apostoli, molto legati alla città nella quale san Domenico fu canonizzato da Gregorio IX nel 1234; il relativo convento fu dichiarato formalmente eretto nel 1268.

Molti pittori del centro Italia affrescarono per tutto il Trecento le pareti e le cappelle. Con l’avvento del Barocco si costruirono gli altari gentilizi che portarono alla intonacatura delle cappelle con la conseguente ricopertura di parte degli affreschi. Il campanile attuale risale al 1642. La chiesa soffrì degrado e incuria finché a fine Settecento si pensò alla sua demolizione che fortunatamente non avvenne; restaurata e abbellita resistette fino all’invasione Napoleoniche che, nel 1810, causò la soppressione dei conventi; i domenicani furono cacciati definitivamente dalla chiesa e dal convento nel 1860 con l’Unità d’Italia.
Dopo tanti anni di abbandono, negli anni novanta la caparbietà del parroco di S.Lucia monsignor Luigi Bardotti, ha permesso di canalizzare sul restauro della chiesa, che aveva perso anche il tetto ed era invasa dalle erbacce, molti fondi pubblici e privati; riconsacrata nel 1999, ospita oggi un pezzo unico al mondo, l’organo Dom Bedos Roubo.

Il bellissimo chiostro affrescato non è fruibile sempre perché, seppur adiacente alle mura della chiesa, è accessibile soltanto entrando nei pochi giorni prestabiliti dalla Caserma Attilio Verdirosi, sede della Scuola interforze per la difesa nucleare, biologica e chimica del Ministero della Difesa.