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Messa in sicurezza di
edifici terremotati o pericolanti
MEDIANTE
L'IMPIEGO DI PRESIDI IN FRP/SRG |
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PREMESSA
La necessità di porre in sicurezza edifici,
in particolare quelli in muratura, o parti di
essi, che per cause accidentali, terremoti, danneggiamento,
cedimenti ovvero cause patologiche, fatiscenza,
difetti costruttivi, si trovino in una condizione
prossima al collasso, propone il tema strutturale
di eseguire interventi urgenti, di semplice applicazione
e di ridotto e controllato rischio di esecuzione
per gli operatori. Generalmente gli interventi
di presidio vengono eseguiti mediante puntellazioni,
lignee o metalliche, a carattere provvisionale.
Tuttavia per alcuni meccanismi di collasso, l’applicazione
di FRP ovvero di SRG consente di porre rimedio
al probabile crollo del fabbricato rapidamente,
operando in sicurezza e di eseguire lavorazioni
che possono essere anche non provvisionali, ma
a carattere definitivo. Per i cinematismi di collasso
riconducibili al ribaltamento delle pareti, o
parti di esse, fuori dal piano, per altro i più
frequenti nei fabbricati in muratura con elementi
spingenti, la realizzazione di fasciature o cerchiature
esterne con FRP ovvero con SRG rappresenta un
efficace alternativa alle “tradizionali”
puntellazioni.
Nel presente proseguo vengono esaminate alcune
casistiche che si prestano a tale tipologia di
intervento, illustrando alcune applicazioni ed
esperienze.
MESSA
IN SICUREZZA DI EDIFICI PERICOLANTI: ESPERIENZE
DEL TERREMOTO UMBRIA – MARCHE
A seguito della crisi sismica del settembre 1997
sono stati gravemente danneggiati edifici arrecando
pericolo per la viabilità pubblica. A tale
scopo la Regione Umbria, ha predisposto una serie
di interventi di tutela per ripristinare le condizioni
di sicurezza della viabilità procedendo
secondo due direttrici principali: la prima, certamente
più invasiva, la demolizione degli edifici
pericolanti, la seconda la predisposizione di
opere provvisionali per la messa in sicurezza
di edifici di rilievo architettonico e artistico
prossimi al collasso. La predisposizione di opere
provvisionali aveva come condizione al contorno
la rapidità di esecuzione, la facilità
di adattarsi a situazioni molto diverse fra loro
e soprattutto la possibilità di rimuovere
eventualmente l’opera provvisionale al momento
di ripristino in via definitiva del fabbricato.
Per alcune tipologie di dissesto si è scelto
l’impiego di fasce di carbonio in doppio
strato di altezza pari a 30cm per eliminare la
probabilità di collasso delle parti pericolanti.
L’impiego dei materiali FRP ha infatti trovato
efficace applicazione per la salvaguardia di cantonali
di edifici che soggetti ad una azione spingente
delle coperture erano prossimi alla condizione
ultima di collasso. La disposizione delle fasce
ha permesso di equilibrare la spinta delle strutture
di copertura ridistribuendo tale
forze lungo le pareti principali.
La scelta di tale metodologie ha tenuto conto
di alcune peculiarità dei materiali impiegati:
in primo luogo la relativa rapidità di
applicazione che ha permesso di risolvere una
condizione di pericolo in brevissimo tempo; in
secondo luogo, ma non meno importante è
la possibilità che questi interventi possano
essere a carattere definitivo a concreto vantaggio
dei proprietari dell’immobile che nella
esecuzione dell’intervento di recupero complessivo
possono giovare in termini definiti di tali applicazioni
senza alcuna controindicazione riguardo l’aspetto
estetico e architettonico del fabbricato. La collocazione
futura al di sotto l’intonaco consentirà
infatti di eliminare ogni immagine delle opere
eseguite. Indubbio vantaggio è la capacità
di operare all’esterno dei fabbricati eliminando
la necessità di accedere all’interno
di immobili pericolanti e l’adattabilità
delle fasce a profili irregolari, quale quello
di edifici in muratura danneggiati, ed a superare
ostacoli di ogni genere, canali di gronda, cavi
elettrici, ecc.
Tale tecnologia consente inoltre di eliminare
la probabilità di collasso per ribaltamento
di elementi snelli che frequentemente
caratterizzano l’edificio, come il caso
di comignoli o elementi di maggior pregio quali
campanili a vela fortemente instabili in fase
sismica.
La protezione finale con sabbia di quarzo per
migliorare l’adesione degli intonaci consente
di proteggere dall’azione degli ultravioletti.
E’ da notare che tale intervento non richiede
una
manutenzione o fasi di ritesatura “stagionale”
come nel caso di tiranti e cavi metallici posti
all’esterno fortemente sensibili alla variazione
della temperatura.
Il recente ingresso nel mercato dei prodotti tipo
“SRG” introduce una forte innovazione
ed aumenta le potenzialità di un intervento
con i compositi. I compositi “SRG”
infatti a differenza dei tessuti FRP permetto
con un apposito dispositivo di serraggio una pre
tensione dell’intervento di fasciatura.
Tale possibilità di eseguire un intervento
di tipo “attivo” permette di incrementare
considerevolmente il livello di sicurezza della
zona di intervento. La spinta attiva infatti consente
di avere un presidio immediatamente resistente,
che non ha bisogno di ulteriori deformazioni perché
entri in funzione come ritegno.
CONCLUSIONI
L’impiego dei compositi, sia “FRP”,
sia “SRG” consente per alcune tipologie
di collasso la messa in sicurezza con oggettivi
vantaggi rispetto tecniche tradizionali quali
puntelli lignei o
metallici. I principali vantaggi possono sinteticamente
riassunti:
1. economicità;
2. rapidità di posa in
opera;
3. esecuzione dell’’intervento
dall’esterno del fabbricato senza necessità
di entrare all’interno dell’edificio
pericolante;
4. facile e semplice trasporto
dei materiali necessari al consolidamento e conseguente
facile accessibilità anche in zone di difficile
accesso, possono non essere necessari ponteggi
ed essere eseguiti anche attraverso cestelli di
macchine elevatrici;
5. capacità di adattare
l’intervento a condizioni particolari di
presenza di manufatti esistenti, cavi elettrici,
pluviali, ecc.;
6. privi di ingombro, hanno di
fatto spessore prossimo a zero, rispetto a puntellazioni
classiche non ingombrano le sottostanti vie e
strade pubbliche;
7. sono totalmente reversibili,
aspetto fondamentale nel caso di edifici a valenza
monumentale;
8. se l’intervento lo consente
sono lavorazioni a carattere definitivo, con oggettivo
risparmio economico rispetto opere “usa
e getta” del tipo puntellazioni lignee;
9. per il caso dei compositi
“SRG” la possibilità di applicare
interventi attivi attraverso la pre-tensione
10. se opportunamente protetti
da raggi UVA, non hanno un deperimento nel tempo
delle proprie caratteristiche;
11. non sono interventi sensibili
a variazioni in funzione di umidità e temperatura.
SCHEMI
TIPO DI INTERVENTI
Nel proseguo si rappresentano in termini generali
le modalità di collocazione di interventi
di fasciatura di edifici con i compositi FRP/SRG
per i principali meccanismi di collasso prodotti
da un evento sismico in edifici in muratura. I
meccanismi di collasso rappresentati sono tratti
dalle norme “Linee Guida per la valutazione
e riduzione del rischio sismico del patrimonio
culturale con riferimento alle norme tecniche
per le costruzioni - Testo allegato al parere
n. 66 dell’Assemblea Generale del Consiglio
Superiore dei LL.PP. reso nella seduta del 21
luglio
2006”.
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